Riaperture degli hotel: segnali di ripresa
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Di Mark Mayne, autore di articoli sulla tecnologia

Nel contesto di una pandemia globale senza precedenti e della risposta tuttora in corso, tutte le attività aziendali attraversano un periodo complesso. Gli hotel e, più in generale, il settore dell’ospitalità si trovano inaspettatamente in prima linea nell’applicazione delle misure di distanziamento sociale, oltre a dover rispettare i lockdown locali e le posizioni nazionali e internazionali, in continua evoluzione, sui modi migliori per contrastare la pandemia.
Le restrizioni ai viaggi e il distanziamento sociale hanno colpito senza dubbio il settore dell’ospitalità più di ogni altro e, secondo una ricerca di McKinsey, per tornare ai livelli pre-pandemia «potrebbero volerci fino al 2023, o anche di più». [1] Tuttavia, i settori e le aziende si stanno impegnando per adattarsi a questa «nuova normalità», mettendo in discussione le pratiche esistenti e trovando nuovi modi per operare in sicurezza.
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Sebbene i lockdown dei primi mesi del 2020 abbiano avuto un impatto enorme sull’occupazione degli hotel, soprattutto a causa dell’annullamento dei viaggi di lavoro e della rinuncia alle vacanze, la graduale revoca delle restrizioni ha innescato una forte domanda a livello locale. In particolare, gli hotel si sono impegnati a migliorare la sicurezza con pulizie più accurate delle camere, controlli della temperatura all’arrivo e, talvolta, intervalli di 72 ore tra un soggiorno e l’altro nella stessa camera.
Di conseguenza, i consumatori si sono sentiti al sicuro nel viaggiare e le località turistiche di tutta Europa sono state affollate nelle ultime settimane delle vacanze estive, soprattutto prima della riapertura delle scuole. Negli Stati Uniti, intanto, il tasso settimanale di occupazione degli hotel (nel periodo dal 9 al 15 agosto) ha raggiunto il 50% per la prima volta da metà marzo [2]. È ancora inferiore del 30% rispetto ai dati del 2019, ma mostra segnali di una ripresa costante.
Le prenotazioni B2B restano un problema
Non sono tutte buone notizie. Molte catene alberghiere orientate ai viaggi d’affari risentono ancora della temporanea perdita di numerosi congressi e fiere commerciali, che per il 2020 sono stati quasi tutti annullati oppure trasferiti online. Anche se gli eventi futuri potrebbero continuare a svolgersi virtualmente, altri potrebbero tornare in presenza con capienza ridotta e DPI obbligatori per proteggere espositori e visitatori.
Allo stesso modo, mentre backpacker, viaggiatori d’affari e vacanzieri della generazione Baby Boomer restano lontani, alcuni hotel approfittano delle continue esigenze dei servizi sanitari. Di solito le camere sono gratuite per gli operatori sanitari, ma molti governi pagano gli hotel per gli alloggi, creando un’importante fonte di entrate.

Negli Stati Uniti, ad esempio, #hospitalityhelps [3] riunisce albergatori e gestori di strutture per far fronte alla carenza di posti letto in ambito sanitario. Un’altra iniziativa, Hospitality for Hope [4] (finanziata dall’American Hotel and Lodging Association), ha coinvolto 17.000 hotel, che offrono alloggio ai soccorritori e agli operatori sanitari. In Europa, Intercontinental Hotel Group (Regno Unito) e Accor (Francia) offrono servizi simili.
Anche se le indicazioni per la sicurezza suggeriscono di lavorare da casa quando possibile, esistono importanti settori che non possono farlo e necessitano comunque di alloggi in loco. Tra questi vi sono i corrieri sulle lunghe distanze, gli addetti ai lavori edili nel settore pubblico e privato, gli operatori della logistica e dell’industria manifatturiera, oltre al personale specializzato e agli ingegneri.
Il turismo internazionale riapre le porte
Nel frattempo, gli hotel continuano a riaprire per accogliere i visitatori, compresi tutti gli alberghi di MGM Resorts International; l’ultimo è stato il Park MGM di Las Vegas, il 30 settembre. Naturalmente, in molti luoghi i viaggi internazionali restano soggetti alle restrizioni locali. Una strategia interessante è quella delle regole d’ingresso “VIP”, in base alle quali le Bahamas riapriranno a partire dall’inizio di ottobre 2020.
In questo caso, VIP sta per “vacanza sul posto” e significa, in sostanza, che i visitatori possono accedere liberamente all’intero complesso alberghiero, compresi servizi come piscina, spiaggia, spa, palestra e ristorante, per un soggiorno di 14 giorni: si crea così una sorta di bolla vacanziera di cui i visitatori possono godere.
Anche la Thailandia ha annunciato una quarantena di 14 giorni per i visitatori, abbinata però a un visto turistico “STV” di 90 giorni: per averne diritto, i richiedenti dovranno prenotare un hotel o un alloggio privato per tutti i 90 giorni. Altre destinazioni popolari, come le Hawaii, hanno adottato un approccio diverso, introducendo un programma di test prima del viaggio che consente ai viaggiatori di essere esentati dalla quarantena presentando la prova di un test certificato negativo al coronavirus, effettuato entro 72 ore dalla partenza.
Nuovi modi di pensare
Naturalmente, le restrizioni alla quarantena imposte in alcuni Paesi hanno indotto alcuni viaggiatori ad annullare del tutto i propri programmi. Per questo le compagnie aeree di tutto il mondo hanno chiesto di sottoporre a test per il Covid-19 prima della partenza tutti i passeggeri internazionali [5], nella speranza che questa misura possa rappresentare un’alternativa praticabile ai protocolli di autoisolamento obbligatorio, che stanno ostacolando una più ampia ripresa dei viaggi.
Anziché cedere alle restrizioni dovute al Covid-19, molte aziende e settori stanno pensando a nuovi modi per continuare a operare. Per gli hotel, questo significa investire in modo strategico in una pulizia migliore, nuove soluzioni tecnologiche e opzioni di prenotazione più flessibili, spostando al contempo l’attenzione dai tradizionali clienti in vacanza o in viaggio d’affari per accogliere chi sceglie vacanze nella propria zona, chi lavora da remoto e chi cerca benessere nel fine settimana.
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Riferimenti:
[1] https://www.mckinsey.com/industries/travel-logistics-and-transport-infrastructure/our-insights/hospitality-and-covid-19-how-long-until-no-vacancy-for-us-hotels
[2] https://www.hospitalitynet.org/news/4100271.html
[3] https://www.hospitalityhelps.org
[4] https://www.ahla.com/ahlas-hospitality-hope-initiative
[5] https://www.cnbc.com/2020/09/22/airlines-call-for-covid-19-tests-before-all-international-flights.html